In dubbio il referendum su voucher e appalti

referendum su voucher

La data per i referendum su voucher e appalti fortemente voluti nei mesi scorsi dalla Cgil è stata infine decisa: 28 maggio. Eppure non è ancora sicuro che la consultazione di faccia. Secondo quanto trapelato da alcune fonti vicine alla maggioranza di Governo, sembra infatti probabile che il Consiglio dei ministri approvi nella riunione del 17 marzo un decreto “per superare” i quesiti referendari proposti dalla Cgil senza bisogno di chiedere il voto ai cittadini.

Nei giorni scorsi si è svolta a Palazzo Chigi una riunione cui hanno preso parte il premier Paolo Gentiloni, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano e i capigruppo Pd di Camera e Senato Ettore Rosato e Luigi Zanda.

Durante l’incontro si è deciso di avere entro giovedì il via libera della commissione Lavoro della Camera al testo, che verrebbe così trasformato in Consiglio dei ministri in un decreto legge ed entrerebbe così subito in vigore. La volontà di intervenire era del resto già stata manifestata nelle ultime settimane da vari esponenti del Governo. Ma ora c’è stata una vera e propria accelerazione.

Non è escluso che ci sia un decreto legge sui voucher, ha riferito il ministro Poletti. Se per avere tempi compatibili con la situazione che abbiamo di fronte fosse necessario, il Governo potrebbe prendere i contenuti frutto del dibattito che è in corso oggi alla Camera e farli diventare un decreto, è possibile ma non è detto che sia l’unica strada. Domani o dopodomani la commissione lavoro della Camera concluderà la prima parte di attività e definirà un’ipotesi. Il governo, che ha dialogato con la commissione fino ad ora, prenderà a riferimento quella posizione, poi prenderà le sue decisioni.

Nel frattempo è giunto dalla segretaria della Cgil un nuovo invito ad accorpare la consultazione referendaria con quella delle amministrative: “Avevamo proposto l’election day e rinnoviamo questa richiesta”, ha detto la leader Cgil Susanna Camusso.

Vista la data scelta, sarebbe possibile far coincidere il referendum con le elezioni amministrative e non perché ci preoccupa il quorum, i Comuni al voto non sono tantissimi, sarebbe solo una scelta oculata, in un’ottica di finanza pubblica.

A proposito della data fissata dal cdm, la Camusso ha inoltre così commentato: “Ora avanti con la campagna elettorale, ci prepariamo a questa sfida: abbiamo davanti un periodo impegnativo e lo utilizzeremo in tutti i modi”.

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