Ecosistemi e scelte alimentari: il concorso lanciato da Barilla per salvare il pianeta

scelte alimentari

Allevamenti intensivi, utilizzo di diserbanti, ogm, prodotti surgelati, fertilizzati e additivi chimici: c’è molta attenzione su tutte queste tematiche connesse all’ambiente e all’alimentazione.

Quando sta danneggiando il nostro pianeta l’industrializzazione della catena alimentare? Quanto tutti questi prodotti finiscono addirittura per nuocere alla nostra salute?

Da chi un rinnovato interesse per i prodotti bio, i pascoli allo stato brado e la demonizzazione dei surgelati la cui conservazione e trasporto grava in maniera pesantissima in termini di inquinamento del pianeta in cui viviamo.

Su tutte queste tematiche ma anche su moltissime altre è incentrato il concorso lanciato da Barilla che vuole sensibilizzare il mondo scientifico, e quindi anche i consumatori, a un sistema di produzione più consapevole. È nato in quest’ottica un bando dedicato a i giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo. 50 i ragazzi che hanno aderito provenienti dagli Stati Uniti al Kenya, dalla Germania all’Italia, da Malta e dal Canada.

L’obiettivo è salvare il pianeta col contributo di tutti, soprattutto delle nuove generazioni, confrontandosi su un tema specifico: come limitare i danni che le nostre scelte alimentari e le attività agricole in particolare causano al Pianeta. E’ la sfida alla base del concorso ideato dal Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) insieme all’Università di Parma e la Wageningen University and Research e presentato in occasione del XV Congresso dell’Associazione Europea degli Economisti Agrari (EAAE) in corso da oggi a Parma.

Nell’anno in cui è stato raggiunto l’overshoot day (ossia il giorno in cui l’umanità ha usato l’intero budget annuale di risorse naturali) già il 2 agosto, in anticipo rispetto a tutti gli anni precedenti, appare evidente l’esigenza di accelerare i tempi nel processo di trasformazione delle nostre abitudini alimentari. Come? Meno prodotti industriali, meno surgelati, meno carne derivante da allevamenti intensivi, meno conservanti, meno diserbanti e fertilizzanti e così via.

Il concorso è dunque finalizzato ad individuare le conseguenze dell’attuale sistema di produzione degli alimenti nel mondo e di come migliorarlo con tecniche eco-sostenibili che facciano bene all’uomo e al pianeta. Il concorso, insomma, ha lo scopo di far riflettere la comunità scientifica su possibilità concrete come quella dell’agricoltura biologica che, a differenza dell’agricoltura convenzionale, non utilizza OGM né diserbanti, pesticidi e concimi chimici di sintesi, sostanze molto tossiche e dannose per la salute, ma utilizza tecniche e prodotti rispettosi della nostra salute e dell’ecosistema. Parliamo di concimi organici o vegetali altrettanto efficaci.

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