La dipendenza dal cellulare è ufficialmente una malattia, parola di esperti

dipendenza dal cellulare

Non è più considerata soltanto una cattiva abitudine che incide sulla qualità della vità e i rapporti personali, la nomofobia è ufficialmente una malattia. È quanto stabilito da un equipe tra psicologie e psichiatri che hanno definito il timore ossessivo di non essere raggiungibili al cellulare, noto come nomofobia, una vera e propria patologia da diagnosticare e, di conseguenza, curare con determinati protocolli.

Secondo gli studiosi questo disturbo colpisce in particolare i giovani tra  i 18 e 25 anni con bassa autostima e problemi relazionali. Chi ne è colpito, non solo diventa inquieto se lontano dal proprio smartphone, ma può arrivare a sperimentare veri e propri attacchi di panico, con tanto di vertigini, tremore, mancanza di respiro e tachicardia.

A dimostrazione del fatto che si tratta di una patologia conclamata, se ne  sta parlando in questi giorni in occasione di un importantissimo  congresso nazionale di psichiatria a Firenze. Tutto, naturalmente, non nasce tanto dallo smartphone in sé quanto dai social il cui abuso può portare all’isolamento, all’estremizzazione dei rapporti interpersonali e alla creazione di un mondo parallelo che porta il soggetto a disinteressarsi del mondo reale.

Non importa se è un po’ grassoccio perché con ritocchi e filtri Instagram sa come rendere affascinanti; non importa se si  è timidi perché dietro uno schermo si diventa forti e coraggiosi. Nasce così la patologia che, quando ci si allontana dal mezzo per usare tutti i social contemporaneamente, il telefono, sconfina in veri e propri attacchi nevrotici.

L’abuso dei social network può portare all’isolamento – ha spiegato Ezio Benelli, presidente del congresso e dell’International foundation Erich Fromm all’Ansa -, l’utilizzo smodato e improprio del cellulare può provocare non solo divari enormi tra persone, ma anche a chiudersi in se stesse e a alimentare la paura del rifiuto.

Basti pensare che  secondo l’ente di ricerca britannico Yougov, più di 6 ragazzi su 10 tra i 18 e i 29 anni vanno a letto in compagnia dello smartphone, e oltre la metà degli utenti di telefonia mobile (53%) tendono a manifestare stati d’ansia quando rimangono a corto di batteria, di credito o senza copertura di rete.

Da qui la corsa a ricaricare con largo anticipo, magari rinunciando ad altre spese più importanti, ad acquistare più batterie esterne o a recarsi in un luogo solo se dotato di wifi o prese. Tutta la vita delle persone affette, insomma, diventa totalmente condizionata dalla tecnologia come se fosse una droga.

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