Una proposta di legge per incentivare il turismo “Open-air”

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I dati degli ultimi anni parlano chiaro: il settore del turismo cosiddetto “all’aria aperta” continua a costantemente a crescere, con un giro di affari che ormai si aggira attorno ai 3 miliardi di euro l’anno. È proprio per sfruttare al meglio le potenzialità dell’Open-air, e in particolare il sotto-settore delle vacanze in campeggio, che nei giorni scorsi è stata presentata a Montecitorio una proposta di legge fornita di un vero e proprio “pacchetto” di misure come incentivi fiscali, procedure amministrative semplificate e tagli agli oneri burocratici per l’avvio di attività, l’ampliamento e la ristrutturazione delle strutture recettive.

Fra le destinazioni, sono soprattutto le città d’arte e le coste ad interessare la pdl, oltre naturalmente ai cosiddetti “agri-campeggio”, ovvero le strutture agrituristiche attrezzate per ospitare chi soggiorna in camper, roulotte, tenda o altro mezzo proprio.

La pdl prevede la costituzione di un “gruppo di lavoro per la promozione del settore” con la “partecipazione delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, istituito presso il Comitato permanente per la promozione del turismo del Ministero dei beni culturali”. Il primo firmatario del provvedimento, il deputato Tiziano Arlotti, ne spiega le ragioni:

Per i nostri territori il turismo all’aria aperta offre enormi opportunità, valorizza le eccellenze naturalistiche, promuove le coste, i laghi, la montagna e le vallate, diventa punto di riferimento e di informazione per visite, eventi ludici, culturali, museali ed enogastronomici e attira una clientela composta da ffamiglie, ma anche da giovani.

Oggi -ha proseguito Arlotti- la scelta di trascorrere le proprie vacanze in campeggio non è più motivata solo dall’economicità del soggiorno, ma dall’incredibile opportunità di trovarsi a stretto contatto con la natura, godendo di tutti i comfort della propria casa, lontani dal caos, dall’inquinamento e dallo stress anche nei periodi di maggiore affluenza.

La proposta di legge definisce poi i principi fondamentali e gli strumenti della politica del turismo “en plein air”, riconoscendo inoltre  il suo “ruolo strategico”, individuando i “soggetti e i requisiti minimi che devono essere assicurati dalla strutture ricettive”, indicando le “tipologie come i campeggi e i villaggi turistici, nonchè la loro classificazione” e disciplinando le “modalità di allestimento delle piazzole e delle unità abitative”.

Il testo, infine, prevede precise “disposizioni in materia di compatibilità urbanistica delle strutture ricettive, disciplinando la perimetrazione delle aree dove sono consentite quelle open air e definendo le dotazioni, gli impianti e la gestione dei rifiuti”.

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