Scommesse online, lo strano caso del bookmaker raggirato

scommesse online

Utenti che inseriscono i propri dati in maniera superficiale e poi si ritrovano con i conti svuotati, persone che non hanno mai scommesso online e si ritrovano i dati della propria carta di credito in siti poco affidabili e chi più ne ha ne metta.

La casistica delle truffe online quando si parla di scommesse, soprattutto se si ha a che fare con siti non certificati AAMS, è davvero sterminata ma che dire quando ad essere truffato è il bookmaker? È accaduto proprio in Italia e il caso ha aperto un precedente unico nel suo genere. Alcune donne, secondo la ricostruzione degli investigatori che seguono il caso, si sono iscritte sul bookmaker “New Gioco”, hanno fornito carte di identità e numero di carta di credito per cominciare a scommettere.

Dopo essere state particolarmente attive per qualche giorno hanno poi deciso di presentare querela denuncia sostenendo di essere state raggirate e di non essersi mai iscritte al sito. Ai gestori di “New gioco” l’episodio è apparso subito molto sospetto in quanto, è vero che queste truffe non sono insolite, ma è pur vero che troppi passaggi erano stati svolti con precisione e dovizia di particolari.

Insomma, non c’era neppure un dato inesatto e tutto sembrava essere accaduto in maniera del tutto regolare. Subito dopo la denuncia Poste Italiane, dove erano depositati i risparmi delle signore, cosa fa? Restituisce l’intero importo dando per scontato che, sicuramente, le due donne erano state truffate. A spiegare il caso nel dettaglio a Panorama, poi ripreso anche da molti altri siti di cronaca nazionali, è stato l’avvocato Fabio Maggesi, esperto del Diritto Internet e Diritto Nuove Tecnologie web e legale rappresentante della società di gaming.

A seguito della fruizione dell’intero importo caricato ed avendo quindi scommesso all’interno del sito web l’intera somma messa a disposizione – spiega Maggesi – risulterebbe che questi utenti abbiano disconosciuto l’intera operazione economica facendo quindi querela alle competenti autorità. Quello che non comprendo è a che titolo l’istituto Bancario delle Poste, presso cui il mio assistito ha il proprio conto corrente, abbia disposto, senza avere la certezza di una eventuale truffa, in favore degli utenti, il ristorno delle somme . In pratica, le Poste hanno avuto accesso al conto corrente della “New Gioco” ed hanno stabilito che tali somme dovessero essere restituite agli ordinanti.

La preoccupazione, ora, è che sulla scorta di quanto accaduto altri possano tentare lo stesso raggiro facendo leva su questo grave precedente. In realtà, infatti, sarebbe la magistratura l’unica istituzione avente titolo a stabilire un provvedimento di risarcimento di questo tipo e per altro solo in determinate circostanze.

In collaborazione con: www.bonuscommesse.it

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