Toghe in politica: riprende l’iter parlamentare

toghe in politica

Dopo una lunghissima attesa durata ormai quattro anni pare che l’iter parlamentare della proposta di legge sulle toghe in politica sia nuovamente pronto a partire. Licenziato dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, il testo del provvedimento è infatti finalmente approdato in Aula per la discussione generale, non senza sostanziali cambiamenti rispetto all’originale.

Il testo approvato dal Senato ormai quasi tre anni fa – era il marzo del 2014 – è stato infatti largamente modificato, fino alla presentazione definitiva di un articolato che pare sia pronto ad introdurre nuove norme sulla “candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati in occasione di elezioni politiche e amministrative nonché’ di assunzione di incarichi di governo nazionale e negli enti territoriali”.

Il testo così presentato sta provando a mettere ordine in una materia davvero assai complessa, che spesso negli ultimi anni è stata al centro di polemiche per i delicati rapporti che possono venirsi a creare tra magistratura e politica. Anche se, ha ricordato Walter Verini, capogruppo Pd in commissione e relatore di maggioranza del provvedimento:

oggi in Parlamento ci sono 9 magistrati su 930 membri, di cui quattro in pensione, a fronte di categorie molto rappresentate (avvocati, giornalisti, insegnanti e docenti, dirigenti e impiegati pubblici e così via). È giusto rafforzare quei principi costituzionali, avendo ben presente anche la reale portata della questione.

L’altro relatore per l’Aula – dopo le dimissioni di Sisto (Forza Italia), che nei giorni scorsi era stato fortemente critico nei confronti della maggioranza, accusata a suo dire di “ipocrisia e doppio pesismo” – è Marco Di Maio.

Tra le modifiche apportate durante tutto l’iter in commissione, è stata per prima cosa ampliata la platea delle cariche elettive, da quelle da parlamentare europeo fino a quelle relative agli enti locali, ed è stato inoltre alzato da 6 mesi a 5 anni il periodo in cui il magistrato non deve aver prestato servizio nel territorio di riferimento della circoscrizione elettorale per potersi candidare.

Si agisce poi sulle norme che regolano il ricollocamento dei magistrati una volta terminato il mandato. Il nuovo testo introduce inoltre norme assai più più stringenti anche per tutti quei magistrati che hanno svolto incarichi di diretta collaborazione con ministri, governatori e sindaci o anche che hanno assunto il ruolo di Commissari straordinari o membri di Authority. Infine, viene stralciata completamente tutta la parte relativa all’astensione e ricusazione dei giudici.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*